La costruzione della chiesa si deve al vescovo domenicano Gerio Pancrazio che favorì l’insediamento dei frati a Bitonto. I testi riportano che la costruzione iniziò nel 1258 e si protrasse per parecchi anni, sia per le difficoltà economiche sia per quelle legate al reperimento del terreno e alla volontà di realizzare un monastero degno dell’ordine dei domenicani.
All’inizio la chiesa fu dedicata a San Pietro. Nei secoli la chiesa ha subito profondi cambiamenti, in particolare dai primi anni del ‘400, allorquando iniziarono a realizzarsi gli altari e le cappelle. Più tardi, durante il XVII secolo, subì ulteriori stravolgimenti strutturali e formali tali da modificarne del tutto l’aspetto originario ed assumere quello che si è conservato fino ai nostri giorni. Nel 1806, il convento fu soppresso e la gestione della chiesa fu affidata all’Arciconfraternita del Rosario mentre la struttura annessa fu utilizzata per scopi civili ed ha ospitato la pretura fino a qualche anno fa.
La struttura delle chiesa è a croce latina e a navata unica arricchita da preziose tele, alcune delle quali andate perdute anche per furti. Sul lato sinistro vi è l’altare dedicato a San Rocco mentre su quello destro c’è l’altare di Sant’Antonio di Padova, la cui venerata immagine è stata trasferita nella chiesa di San Domenico dopo l’inizio del declino della Chiesa di San Francesco d’Assisi.
La cappella di sinistra ospita l’altare del Santissimo e, ai lati, le nicchie mostrano le immagini della Madonna del Rosario e dei Santi patroni dell’ordine dei domenicani: San Domenico e San Vincenzo. Nella cappella di destra vi è una pregevolissima tela con i locali della sacrestia e dei locali di pertinenza delle confraternite. Nell’abside uno splendido coro in legno del settecento che, durante i recenti restauri, è stato smontato, ripulito e ricostruito in maniera del tutto fedele all’originale. Di grande pregio sia il pulpito in legno che l’organo settecentesco, inutilizzato ma tuttora potenzialmente funzionante.
Dal lato destro della chiesa si accede alla magnifica cappella dei misteri dove vengono conservate le immagini della processione dei misteri. Uno fulgido esempio di barocco pugliese, una delle rare testimonianze al di fuori dalla terra salentina.
La chiesa ha subito recentemente un intervento di manutenzione che ne ha rivalutato la lucentezza e la finezza di intarsi e stucchi.
