Bitonto è una città con una tradizione religiosa antichissima che, per ampi tratti, continua ad essere molto presente nella popolazione. Particolarmente importanti sono i Riti della Settimana Santa che rievocano la passione e la morte di Nostro Signore Gesù Cristo. Momenti cristallizzati nella memoria che vengono riproposti annualmente sempre uguali a se stessi da oltre 300 anni, ma ancora capaci di intrappolare le emozioni di tutta la cittadinanza e dei tanti forestieri che vi assistono.
La preparazione alla settimana santa avviene sin dal Mercoledì delle Ceneri con la liturgia dell’aspersione delle ceneri. Continua con la Via Crucis che ogni chiesa e parrocchia recita al venerdì e alla domenica. Particolarmente sentite quelle che ripetono il rito tradizionale di origine ottocentesca con canti originali dell’epoca. Grande suggestione per la Via Crucis comunitaria che viene vissuta nel centro storico, con le stazioni recitate nelle suggestive piazzette che interrompono il dedalo di viuzze medievali. Centinaia di bitontini, con fiaccole accese, rivivono in un atmosfera quasi incantata le fasi della Via Crucis del Signore.
Le tre processioni restano, comunque, il momento più suggestivo: la processione dell’Addolorata del Venerdì di Passione che parte dalla Cattedrale il Venerdì e precede la domenica delle Palme, la processione dei Misteri che da qualche anno è tornata nella sua antica collocazione del Venerdì Santo Mattina e la processione “di gala” del Venerdì Santo che parte dalla chiesa del Purgatorio con la reliquia del Legno Santo della Croce.
Al centro degli eventi l’Arciconfraternita di Santa Maria del Suffragio o del Purgatorio e l’Arciconfraternita di Maria SS. Del Rosario, che ha sede nella chiesa di San Domenico, si confermano custodi di una tradizione inestimabile.
Ma la Settimana Santa a Bitonto vuol dire anche marce funebri. Maestri come Michele Carelli, Davide Delle Cese, Biagio Abbate, Pasquale La Rotella hanno lasciato pagine di musica che definire semplicemente “marce funebri” non rende merito alla qualità musicale e alla intensità di componimenti eccezionali, veri e propri poemi sinfonici.
E c’è molto molto altro. Ma il resto può essere scoperto solo visitando Bitonto in quei giorni e toccando dal vivo la straordinaria capacità evocativa e devozionale di Riti impressi nel codice genetico della popolazione bitontina.
